19/11/2010
CUPOLE E CUPOLETTE (Mario Di Pasquale)
Credo sia giunto il tempo che nel dibattito sereno, ma schietto, sincero e "senza se e senza ma", si affronti un tema "scabrosissimo".
E' il tema che il Fondatore, nella XXXIV Dichiarazione e Promessa, definisce: «LO SPIRITO DI PARTITO».
Non è un tema vecchio, ma attualissimo e che si è avviato verso un consolidamento tale da spingere la Congregazione e le sue parti verso una "deriva" che potrebbe essere qualificata di "stampo mafioso".
Sì! Miei cari quasi venticinque lettori, avete letto e capito bene: «Potremmo essere in una deriva mafiosa».
Tempo fa credevo che simili riferimenti fossero solo qualche "sussurro" maliziosetto.
In tempi più recenti, il sospetto di "cupole" e "cupolette" e diventato "voce esplicita".
Ultimamente le voci già parlano di "accordi preventivi" in vista dei prossimi Capitoli Provinciali. E non parlo del celebrato Capitolo Generale, dove qualche "cupoletta" ha già fatto il suo "lavoretto".
Io ritengo che se le voci sugli "accordi preventivi" sono vere, la situazione è grave ed anche "cancerogena". Per questo va affrontata, denunciata e trattata "chirurgicamente", senza paure.
Il bene della Congregazione non può e non deve essere assoggettato agli interessi (non si sa bene quali) di capi, capetti e capi bastone..
Ribadisco anche qui, a chiare lettere ed in "grassetto", che il dibattito ed i riferimenti, non intendono colpire le persone, bensì le situazioni e gli eventi.
I – DAL FONDATORE – AL CJC – AL REGOLAMENTO DEL CAPITOLO GENERALE
Prima di ogni considerazione, analisi e dibattito, è bene richiamare gli insegnamenti e le prescrizioni del Santo Fondatore, della Chiesa e della nostra Normativa.
A) IL FONDATORE – XXXIV DICH. E PROMESSA
«Fuggirò come peste lo spirito di partito, considerandolo come principio di totale rovina dell' Istituto e se mi accorgo di vederlo apparire, lo combatterò con le buone esortazioni, con l'esempio, col mio sacrificio, col ricorso ai superiori. Se sarò chiamato a dare il voto in qualche relazione o altri affari del nostro Istituto, lo darò alla presenza di Dio, secondo che mi detta la coscienza, dopo premesse ferventi preghiere e matura rflessione, per quanto il tempo lo consente, e mai con spirito di partito o di umani riguardi o di fini personali: dalle quali miserie supplico i Cuori SS. di Gesù e di Maria di voler sempre liberare me ed i miei confratelli in Gesù Cristo».
B) IL CJC – Can. 626
«I Superiori nel conferire uffici e i membri nelle elezioni osservino le norme del diritto universale e del diritto proprio, si astengano da qualunque abuso o preferenza di persone e null'altro avendo di mira che Dio e il bene dell' Istituto, nominino o eleggano le persone che nel Signore riconoscono veramente degne e adatte. Inoltre nelle elezioni rifuggano dal procurare in qualunque modo voti per sé o per altri, direttamente o indirettamente».
C) REGOLAMENTO DEL CAPITOLO GENERALE
Il n. 31 del Regolamento del Capitolo Generale, applicabile per analogia ai Capitoli Provinciali, così recita:
«I Capitolari, nelle elezioni osservino le norme del diritto universale e del diritto prorprio, si astengano da qualunque abuso o preferenza di persone e null'altro avendo di mira che Dio e il bene dell' Istituto, nominino o eleggano le persone che nel Signore riconoscono veramente degne e adatte. Inoltre nelle elezioni rifuggano dal procurare in qualunque modo voti per sé o per altri, direttamente o indirettamente».
II – QUALCHE "SPILLO" DI ANALISI
1° - LA XXXIV DICH. E PROMESSA
Il taglio "ascetico" della Dichiarazione e Promessa del Fondatore non è meno efficace e chiaro dei testi giuridici sopra citati.
"Fuggirò come peste lo spirito di partito, considerandolo come principio di totale rovina per l' Istituto….
…Lo combatterò con le buone esortazioni, con l'esempio, col mio sacrificio, col ricorso ai superiori… Se sarò chiamato a dare il voto…lo darò secondo che mi detta la coscienza".
Queste del Fondatore sono idee e prescrizioni inequivocabili, talmente lineari ed esplicite che non hanno bisogno di "interpretazioni" o – in gergo giuridico – di "epicheia".
Se "lo spirito di partito" è una "peste", chi lo suscita e lo pratica, non può che essere un "untore".
Francamente di tutto c'è bisogno, tranne che di "untori".
Se per il Fondatore lo "spirito di partito" è "principio di totale rovina", chi lo suscita e lo pratica vuole la rovina dell' Istituto.
Per questo – secondo il Fondatore – bisogna "combatterlo".
E' quello che si vuole cercare di fare con le presenti riflessioni e proposte.
2° - Il CJC – Can. 626
Anche l' imperativo del CJC, can. 626, è netto e perentorio: «I Superiori nel conferire uffici e i membri nelle elezioni…. si astengano da qualsiasi abuso o preferenza di persone… rifuggano dal procurare in qualunque modo voti per sé o per altri, direttamente o indirettamente».
La prima osservazione che risalta nella lettura del can. 626 è quella che il diritto universale prescrive perentoriamente l' astensione da "abusi" e "preferenze", sia nelle elezioni che nel "conferire uffici", cioè, nelle "nomine".
E' del tutto evidente – ma è sempre bene ribadirlo – che il CJC quando parla di "abusi" e "preferenze" non si riferisce al "normale ed ovvio discernimento" per individuare le persone più idonee, sia per il "conferimento di uffici", sia "nelle elezioni".
L' abuso o la preferenza avvengono quando sia il "conferimento di uffici", sia "l'elezione", si fanno sulla base di accordi consociativi, a prescindere dalla idoneità della persona. In questi casi c'è abuso o preferenza, cioè la logica della "cupola" o "cupoletta", che porta alla "deriva mafiosa". Infatti le persone "nominate" o "elette" sulla base di simili "accordi preventivi", sono "condizionate" dal "gruppo" ("cupola") e diventano "ipso facto" "complici" del sistema "mandamentale".
3° - IL REGOLAMENTO DEL CAPITOLO GENERALE, N. 31
Il n. 31 del Regolamento del Capitolo Generale, sostanzialmente riproduce il can. 626.
Sia il canone, sia il Regolamento – nella parte finale – sanciscono: «Inoltre nelle elezioni rifuggano dal procurare in qualunque modo voti per sé o per altri, direttamente o indirettamente».
Il "procurare voti" – comunque si voglia interpretare quel "rifuggano", cioè sia nella forma imperativa che , eventualmente, esortativa – è "concettualmente" vista dal legislatore come qualcosa di obbrobrioso. Non a caso è stato scelto il verbo "rifuggire".
Questo verbo – tanto per essere precisi – ha un doppio significato. Il primo è quello di "fuggire nuovamente". Il secondo, invece, quello di "evitare a causa di una accentuata avversione". (Cfr. Devoto – Oli, Nuovo Vocabolario della lingua italiana).
Offenderei l' intelligenza dei miei quasi venticinque lettori, se sottolineassi che il "rifuggano" del CJC e del Capitolo Generale, va interpretato nel secondo significato del verbo.
Se così è – e lo è realmente – ciò che viene sancitoo è di evitare il "procurare voti" "a causa di una accentuata avversione".
Così i testi giuridici convergono con i testi ed i concetti spirituali, morali e ascetici dell Fondatore: «Fuggirò come peste lo spirito di partito, considerandolo come principio di totale rovina dell' Istituto».
III – LA REALTA'
Qual'è, allora, la realtà nella Congregazione e nelle Province?
1° - Occorre ribadire che – come detto sopra – dai "sussurri" si è passati alle "voci" e dalle voci agli "accordi preventivi".
In qualche parte della Congregazione, agisce da più di qualche anno un "gruppo" ("cupola") che non solo influenza elezioni e nomine, ma si coalizza "contro" persone ed orientamenti, diversi dai loro.
E' già accaduto precedentemente. per cui per qualche Capitolo Provinciali sono stati eletti certuni a scapito di altri.
E' avvenuto in qualche Capitolo Provinciale in cui l'elezione del Superiore Maggiore è avvenuta "sul filo di lana" per le manovre o i maneggi di qualche gruppo "coalizzato" prima, durante e dopo il Capitolo. Si badi bene che certe elezioni non si orientano su certe persone per effetto del "momentaneo" scambio di idee tra una votazione e l'altra, ma per accordi presi per votare far votare quelle persone. Siamo, cioè, al "procurare voti".
2° - Lo stesso meccanismo si è già messo in moto per i prossimi Capitoli Provinciali.
In qualche Provincia, la "cupola" ha già "designato" – ad esempio – il prossimo Economo Provinciale.
In questa ottica, forse, si spiega la "precipitosa" pressione per far "partorire" l'anomalia della disposizione del 04/08/2010.
La reazione a questo "agire" ed "agito" è quella che gli altri Confratelli per arginare simili "manovre", saranno costretti a "coalizzarsi" anch'essi ed ecco la contrapposizione tra "gruppi", non a livello culturale, di opinioni, riflessioni, proposte e progetti, ma a livello di puro e semplice "potere".
In questa situazione "lo spirito di partito" è superato dalla "prassi partitica" che si contende il potere.
Questa è – senza giri di parole – "deriva mafiosa".
3° - Occorre constatare che tali "fenomeni" possono concretizzarsi là dove i "numeri" per le nomine e per le elezioni sono estremamente ridotti. E' il caso delle Province italiane; PICS e PICN.
IV – PROPOSTA DI POSSIBILE SOLUZIONE
Con senso realistico e senza alcuna inutile drammatizzazione, la soluzione c'è ed è anche abbastanza semplice.
Con i piccoli numeri il coalizzarsi tra membri di "gruppi" o ("cupole") è molto più facile e controllabile. Soprattutto l'Autorità eletta per procurati voti dalla "cupola", è "sotto schiaffo" della stessa.
La soluzione sta nell'allargamento dei "numeri" e non solo dal punto di vista "quantitativo", ma anche dal punto di vista dell'interscambio culturale, quindi "qualitativo".
A) PROPOSTA PER LA CONGREGAZIONE
A livello di Congregazione – a mio parere – occorre "ridisegnare" le Circoscrizioni, e cioè:
1.- Eliminare l'eccessiva frantumazione.
2.- Aggregare non soltanto Comunità geograficamente confinanti a tutti i livelli: nazionale, continentale; ma anche quelle "culturalmente" integrabili o integrate.
L' evoluzione sociale odierna vive lo sforzo di integrazione culturale a livello "globalizzante".
3.- La parola d'ordine è: «Province allargate, meno Delegazioni».
B) PROPOSTA PER L' ITALIA
Nella logica di quanto detto sopra, per l' Italia è "drammaticamente urgente" costituire "una sola Provincia" e per di più proiettata "nell' integrazione culturale" a livello europeo. Insomma urge un' "Europrovincia".
Questo respiro "europeo" apre l'attuale situazione a più larghi orizzonti ed impedisce ai piccoli "gruppi" di trasformarsi in "cupole" o "cupolette" in stile "mafioso".
V – CONCLUSIONE
Miei cari quasi venticinque lettori, non ho sognato, né ho fantasticato, ho avanzato una proposta concreta, fattibilissima. Essa è l' unico modo possibile per "combattere" la peste dello "spirito di partito" – rovina della Congregazione – con la sua conseguente "deriva mafiosa".
QUOD DEUS AVERTAT!
19:32 Scritto da: sder23 | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
Carissimo P. Di Pasquale M. sono daccordo su quanto hai scritto su "cupole e cupolette".
Il P. Fondatore è chiarissimo..., nonchè il Diritto Canonico; ma principalmente le "cupole" contrastano con le Comunità che si dichiarano religiose ed evangeliche. P. La Rosa Sebastiano
Scritto da: La Rosa Sebastiano | 31/01/2011
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