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11/12/2010
La perla nascosta (P. Mario Di Pasquale)
PREMESSA
Un "mea culpa" sincero e doveroso!
Apro questi miei "Asterischi" con un sincero "mea culpa" nei confronti di S. E. Mons Ignazio Cannavò, Arcivescovo emerito di Messina, e nei confronti dei miei cari, affezionati, quasi venticinque lettori.
Nel 2009 Mons. Cannavò ha pubblicato un libro: «CHIESA E TERREMOTO (Messina 1908) Solidarietà e Polemiche», del quale – usufruendo io del "dono" della Sua inestimabile amicizia – mi omaggiò di una copia.
Appena ricevuto il dono, data la firma, ne lessi d'un fiato una trentina di pagine. Dopo, a causa di una serie di impegni e di altri lavoretti portati avanti, il libro è rimasto sepolto sulla mia scrivania tra altri libri e carte varie. Qualche tempo fa è riemerso ed ho completato la lettura.
Non vuole essere una "riparazione" la mia, ma mi sembra doveroso – sia pure per la ristrettissima cerchia dei miei quasi venticinque lettori – di esprimere a Mons. Cannavò tutta l'ammirazione e l'apprezzamento per questo suo saggio che ripercorre quei tragici momenti della storia di Messina, con sapiente intelligenza e con cuore appassionato per una Chiesa ed un popolo servito e amato per vent'anni da "Buon Pastore".
Pubblico queste mie riflessioni un anno dopo la prima edizione del libro di Mons. Cannavò e 102 anni dopo la tragedia del terremoto, eventi sempre attuali nella memoria storica.
I – L' OPERA
Mons. Cannavò con stile semplice e cristallino, ma anche snello e piacevole, senza appesantimenti analitici di nessun tipo; con stile da "cronista" , scorrevole ed essenzialista, senza orpelli e dettagli inutili, ha fatto un'opera di assoluto interesse. Egli attraverso la cronaca documentata del tempo, presenta la figura e l'opera di coloro che hanno vissuto l' immane tragedia risaltando il loro immenso dolore, ma anche la loro eroica "fortezza" nel reagire e nell' intraprendere l'opera di soccorso dei sopravvissuti e gettando le basi, fin da subito, per la rinascita di Messina.
Opera intelligente e paziente e, soprattutto fondata sulla roccia di una incrollabile fede in Dio e nella materna protezione di Maria. della Lettera Madre e Regina (che) salva Messina.
Dall'eroico Arcivescovo, Mons Letterio D'Arrigo, ai tanti personaggi ecclesiastici e civili, comunque dal "resto" della Chiesa Messinese, al "resto" della comunità civile, la rassegna della "cronistoria" degli eventi, fa risplendere con nitida luce la forza d'animo e la fede di un popolo e di una Chiesa viva, fedele, solidale e…mariana.
II – LE CHIESE DI SICILIA E IL TERREMOTO
Nel libro di Mons. Cannavò, mi ha particolarmente colpito l'immagine delle Chiese di Sicilia nella vicenda tragica del terremoto.
Oltre la solidarietà del Santo Padre, PIO X, che costituì una Commissione Pontificia per Messina e la solidarietà della Chiesa universale, con gli aiuti materiali fatti pervenire, vi è stato un particolare senso di comunione, oltre che di solidarietà.
Mons. Cannavò mostra come non c'è stata Diocesi siciliana che non si sia mossa per soccorrere, condividere, partecipare, consolare, operare, pregare, in una parola amare la Chiesa sorella tragicamente provata.
In tempi in cui le Chiese si consideravano ancora strutturate secondo schemi "feudali"; in tempi in cui il Papa di Roma proclamava – dal punto di vista dogmatico – il Primato di Pietro e la sua infallibilità, confermando e rafforzando la struttura gerarchica della Chiesa universale, immaginare una Chiesa "tutta comunione" era oggettivamente difficile. Se oggi si legge qualcosa di ecclesiologia, sembra che la comunione sia stata una scoperta del Concilio Vaticano II. La comunione, invece – dalla prima Comunità di Gerusalemme – è stata sempre il segno distintivo della ecclesialità.
Quella delle Chiese di Sicilia è stata un' eccezione? E' stata provocata dalla tragedia del terremoto? Può anche darsi!
Una simile tragedia è come una folata di vento che spazza via la cenere e ravviva la brace che brucia sotto la cenere. Ma occorre, però, che sotto la cenere vi sia la brace da ravvivare.
Mons. Cannavò mostra come le Chiese di Sicilia, ciascuna nelle sue possibilità e condizioni, non solo ha soccorso, ma è stata solidale, è stata vicina, si è resa presente in loco, con i Vescovi, il clero ed i laici.
Comunione vera, reale, concreta e attiva. Per questo la Chiesa – nonostante i suoi peccati – è sempre credibile ed amabile.
Va pure ricordato che anche nel vento – e a volte nella tempesta del postconcilio Vaticano II – le Chiese di Sicilia sono state le prime ad aprire la stagione dei Convegni delle Chiese nei quali la comunione ecclesiale, la collaborazione del e nel Popolo di Dio, la riflessione libera, intelligente, creativa e propositiva, era l' intensa esperienza di Chiesa gerarchica ed agapica nello stesso tempo. Ma in quel clima, tutto ecclesiale, brillava, quale stella polare, la fraternità apostolica e pastorale dei Vescovi, Pastori di quel Popolo santo di Dio, convocato e radunato nel Nome del Signore Gesù Cristo.
Ho ben viva, nella mente e nel cuore, quella esperienza di Chiesa, alla quale seguì – quale 2° Convegno delle Chiese di Sicilia – quello sulla Vita Religiosa.
Ma questa esperienza ecclesiale delle Chiese di Sicilia – come mostra nel suo libro Mons. Cannavò – ha radici profonde e radicate nel Popolo di Sicilia, fin dalla sua nascita alla fede ad opera dell' evangelizzazione dell' isola, compiuta dagli Apostoli.
III – VALE LA PENA
Credo che chiunque legga con calma il libro di Mons. Cannavò resterà colpito ed ammirato. E' veramente una "perla" nascosta per la quale vale la pena di lasciare tutto e acquistarla e goderla. Scoprire come sotto la cenere di una apparente quotidianità, quasi fredda ed indifferente, vi sia la "brace" della carità pronta a ravvivarsi e a riscaldare ad ogni soffio di vento o di tempesta e che questa brace è inestinguibile dallo stesso vento o tempesta, è una sensazione che solo la penna ed il cuore di un vero "Pastore" può trasmettere.
Mons. Cannavò l'ha trasmessa! Grazie Eccellenza!
IV – CONCLUSIONE
Con tutta sincerità, io non so perché il libro di Mons. Cannavò non abbia avuta una adeguata "pubblicità", nemmeno da parte delle stampe ed edizioni rogazioniste.
Io ho confessato la mia colpa e la mia disattenzione. Ma io non ho voce in capitolo.
Ovviamente la cerchia dei miei quasi venticinque lettori è meno di una goccia nell' oceano del…. "quarto potere", quello dell' editoria e della stampa.
Tuttavia se – anche solo per caso o curiosità – a qualche "potente" del "quarto potere" capitasse di "sbirciare" questi Asterischi accolga questo mio appello: «Dissotterrate la perla nascosta di Mons. Cannavò!»
Nel 2010 siamo a 100+2, dal terremoto di Messina. Occorre dare lustro ad una testimonianza discreta, ma appassionata e sincera. NON E' MAI TROPPO TARDI
18:06 Scritto da: sder23 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: terremoto di messina | OKNOtizie |
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